UN PO' DI STORIA
Le origini di Parabita bellissima e splendida cittadina del Salento in provincia di Lecce, al pari di tanti altri centri di Terra d'Otranto si perdono nell'incertezza delle fonti storiche. Le prime attestazioni del piccolo borgo risalgono al XIII sec. d.C. Piccolo centro dell'entroterra sin dall'inizio ad economia prevalentemente agricola, si sviluppò lungo i pendii di una collina avvassallato e protetto da un poderoso castello che vide nel corso dei secoli un susseguirsi di feudatari. Fra i maggiori signori del feudo parabitano ricordiamo i Del Balzo Orsini, i Castriota, i Ferrari. Non si può dire che avvennero in Parabita vicende di grande rilevanza. Gli avvenimenti politico-militari che coinvolsero il suo territorio furono in sostanza per lo più un riflesso di qualcosa di ben più importante che interessava le potenze straniere che in quel tempo spadroneggiavano in Italia. Nel 1484 Parabita si arrese ai veneziani, quando questi, era l'alba del 6 maggio, espugnarono Gallipoli "con 70 navi gravide di 300 cavalli e 7000 combattenti". Nel 1528, i francesi scorazzavano nelle nostre contrade, per volere del duca di Ugento, perchè li aveva autorizzati a stabilire un accampamento in Parabita, da cui partivano per i colpi di mano contro i villaggi che parteggiavano con gli Spagnoli ed in special modo contro Gallipoli. Ma il conte Pietro Castriota assalì e sconfisse i Francesi con 600 gallipolini, era il 13 Luglio 1528, e cedette a Gallipoli, che come abbiamo detto, parteggiava con gli Spagnoli, il feudo di Parabita. "Ma si fatta concessione venne dal Vicerè, Principe di Oranges, commutata di una tassa di annui ducati 300, dei quali due anni dopo, Parabita fu anche rivalsa ed assolta, la mercè del Cardinale Pompeo Colonna succeduto all'Oranges." Nei primi del 700 il feudo fu comperato dai duchi Ferrari, il cui stemma si nota sulla facciata del castello del XV-XVI secolo e poi definitivamente rifatto nel 1913. In questo castello vi è una chiesetta in cui furono custoditi il corpo di San Vincenzo Martire ed un'ampolla del suo sangue, che il duca Giuseppe Ferrari aveva avuto in dono nel 1737 dall'Arcivescovo Fr. Tommaso Cervioni; reliquie che poi furono donate dall'ultima duchessa di Parabita, Lucia La Greca, alla chiesa matrice il 2 Settembre 1855. Successivamente Parabita seguì la sorte degli altri centri salentini e quindi dopo la caduta dei Borboni diventò un Comune del regno d'Italia (1860). |