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Cupola-torre è portata da quattro coppie di arconi disposti in quadrato, i quali posano
su quattro piloni ai vertici del transetto. Sugli arconi si innalzano tre corone
concentriche di pilastri in muratura di mattoni, che reggono anche le cinque cupole
interne. L'incastellatura di pilastri murari sale in alto, come una struttura moderna in
cemento armato e ferro, scheletro portante dell'arditissima Cupola-torre che prende forma
nello spazio. L'aopera ha potuto essere realizzata grazie allo scrupoloso controllo dei
materiali, all'insuperato valore dei muratori italiani dell'ottocento, alla perfezione
tecnica voluta dall'architetto e dai suoi collaboratori.
L'architettura della Cupola può essere scomposta in una successione di tanti cerchi, che si innalzano verso il cielo. Se saliamo sulla Cupola in una bella giornata e ci affacciamo verso l'esterno, vediamo il grande spazio della pianura circondata dall'orizzonte. Intorno all'osservatore, l'orizzonte è un immenso cerchio. L'architettura della Cupola fatta di cerchi esprime e riassume lo spazio che la circonda ed è rivelatrice dell'ambiente in cui sorge.
La costruzione si innalza e tende al punto centrale in cui tutto avrà fine, ma vuole raggiungere questo punto allamassima possibile altezza. Là dove gli estremi piccolissimi cerchi stanno per annullarsi, ecco improvvisamente scaturire, dal vertice dell'acutissimo cono, la volante statua. Essa esprime la visione dell'infinito ed è il fine, l'obbiettivo, il fuoco spaziale di tutta la Cupola. Fuoco; il punto dove tutto si concentra per di là irradiare. Osservando la Cupola nello scorci dal basso, vediamo quale risultato l'architetto ha raggiunto, sovrapponendo al primo colonnato un secondo colonnato, simile al primo ma proiettato a maggiore altezza: infatti la ripetizione crea uno scattoascendente, le colonne volano tutte insieme per riapparire più in alto. Annullata l'impressione di peso, le cornici danno un senso di movimento rotatorio, come immense ruote dentate che girano nello spazio. Si sente in questa architettura una tensione diretta verso l'alto e insieme una tensione centrifuga che irradia intorno.
... omissis ... Ma le opere dell'Antonelli sono anche intimamente legate ai luoghi ove sorgono, alla sua terra e alla sua gente. Mentre in altri paesi d'Europa si sviluppava una architettura del ferro che era giustificata dalla abbondanza di materiale in quei luoghi e dalla disponibilità di maestranze specializzate in quelle costruzioni, in Italia l'Ottocento è il secolo aureo dei muratori. Nell'Ottocento in Italia abbiamo avuto i più valenti muratori del mondo. Questo riconoscimento lo ritroviamo anche, nel libro dell'architetto americano Kidder Smith intitolato "Italia costruisce". Ed ecco che l'Antonelli dirige queste eccezionali maestranze di muratori a eccezionali irripetibili imprese. Nessuno oggi potrebbe avere la capacità e il legittimo coraggio di rifare ciò che l'Antonelli allora ha potuto fare. Le sue opere sono il capolavoro dei muratori italiani A. DAVERIO |