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Nel 1753, verificati i notevoli danni provocati dalle vibrazioni delle campane alle strutture della chiesa, si decide la costruzione di un nuovo campanile. Si chiede a Benedetto Alfieri (zio del poeta Vittorio), architetto dei Savoia sotto il cui regno Novara era passata nel 1738, di eseguire un sopralluogo mirato a verificare la situazione delle strutture esistenti.
I fbbriceri sono irremovibili: la copertura esistente, affrescata, è più che sufficiente e, fatto ancor più rilevante, la costruzione della Cupola priverebbe San Gaudenzio del vecchio campanile. Tra l'altro, i disegni originali la cui esistenza è documentata ancora nel 1714, sono introvabili. In ogni caso, forse anche per un interessamento diretto del re che esamina la richiesta assieme ad una delegazione novarese recatasi a Torino, arrivano le autorizzazioni necessarie.
Nel 1773, quando al termine della realizzazione manca solo la cella campanaria, i lavori sono sospesi per mancanza di fondi.
Il campanile, che sorge isolato a sinistra dell'abside della Basilica, è realizzato con conci di cotto e granito di Baveno. La cima è ornata da un fastigio d'angeli di bronzo fusi dal novarese Giovan Battista Agazzini. La sua altezza di 92 metri ha per lunghi anni, fino alla costruzione della Cupola, caratterizzato il panorama della città di Novara. L'opera può essere considerata una delle più interessanti dell'Alfieri; vanno rilevate la sua semplicità e la tipicità della forma quadrata. In un prossimo futuro il Campanile diventerà l'accesso principale del nascente Museo della Basilica e, nello stesso tempo, spazio espositivo per manifestazioni artistiche. |
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