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A.C. BEINASCO
Via Serafino (lungo Sangone)
10092 BEINASCO (TO) |
Ragione sociale: ASSOCIAZIONE CALCIO BEINASCO
Colori sociali : GIALLO-BLU
Anno di fondazione : 1946
Presidente : VITTORIO RONCO
Vicepresidente:GIOVANNI MANTELLI
Segretario: WALTER BRERO
Cassiere: BIAGIO SCOZZALO
Consiglieri: ERNESTO RONCO - ENZO CRISTOFOLI - ORAZIO LASTRUCCI -
SALVATORE LOMBARDI - GIANNI DE MATTEIS
Allenatore 1^ Categoria: PIERO SARCINA
Accompagnatore: ANTONIO CASILE
Massaggiatore: RAFFAELE DI BARI
Nel 1996-97 in Prima Categoria
LA ROSA 96-97
PORTIERI: CHRISTIAN DE PAOLIS - MICUCCI - MAIOLO
DIFENSORI: CESARE RONCO - DAVIDE DE BONIS - LUCA MANIERO -
GIANNI ARGENIO - FRANCO RIGA -STEFANO MANASSERO
CENTROCAMPISTI: SERGIO ALUNNATO - ROBERTO BERTONCELLO - DAVIDE
BORLA - ROBERTO MINENNA - ALEX NOBILE - PIERLUIGI LAURIOLA -
DANIELE ARIO
ATTACCANTI: ROBERTO CIRAVEGNA - FABRIZIO MILANESIO - BIAGIO
MICELI

Immagine dell'ultima amichevole con il Torino
STORIA DEL BEINASCO:SQUADRA DAI DUE SCUDETTI
Ricostruire seppur in sintesi le vicende
della società calcistica beinaschese non è agevole: dal 1946,
ad un abbondante corredo fotografico non fa riscontro che una
scarna documentazione giornalistica.La volontà di rifondare una
squadra è, nel primo dopoguerra, tra i pensieri dominanti di uno
sparuto gruppo di sportivi (Aurelio Vercellino, i cugini Novaresi,
Pozzi, Schiapparelli, V. Pejrani e pochi altri), alcuni dei quali
avevano giocato a calcio già prima della guerra.Nella primavera
del 1947 Don Paolo Bertolino benedice il nuovo impianto sportivo
lungo il Sangone, intitolato ad Ambrogio Spinelli, alpino
beinaschese del «Gemona» caduto sul fronte greco.Lattività
collegata alla Federazione comincia pochi mesi dopo, stagione
1947-48, nel Torneo Amatori; lorganico della squadra è di
appena tredici giocatori. Lanno successivo, con Natale
Roletti nuovo allenatore, la squadra vince il torneo, ma a causa
di una irregolare posizione di un giocatore, che risulta in
posizione di doppio tesseramento, lallora U.S. Beinasco
viene retrocesso al terzo posto della classifica. La stagione
1949-50 segna il primo traguardo calcistico: sul campo del
Motovelodromo di corso Casale, a Torino, lU.S. Beinasco
diventa campione provinciale tra le squadre che partecipano al
campionato Amatori: il tanto agognato passaggio alla categoria
superiore, la seconda divisione, è realtà. Nel 1953-54 i
beinaschesi approdano in prima divisione, girone C; lattacco,
quellanno, è unautentica macchina da goal: alla fine
del campionato, a 14 squadre, le reti saranno più di ottanta. «Il
Beinasco non ha più rivali», titola a quattro colonne il
Piemonte sportivo del 13 maggio 1954: infatti due settimane dopo,
domenica 23 maggio, vince con merito il girone C di prima
divisione, conquistando così lammissione al torneo «Promozione»!
Lentusiasmo dura meno di una stagione, non è difficile
rendersi conto che il passaggio di categoria richiede una
considerevole disponibilità di denaro. Per la «Promozione» il
regolamento impone la recinzione del campo di gioco e la
costruzione di spogliatoi annessi allimpianto; le trasferte
non si limitano più alla provincia di Torino, ma coprono lintero
Piemonte. Inoltre le società sono solite passare agli atleti
congrui rimborsi-spese (la parola stipendio, tuttavia, è
proibita). Si spera fino allultimo nel miracolo economico,
ma il miracolo non si compie e la partita del 23 maggio 1954 è lultima
gara ufficiale dellU.S. Beinasco. LU.S. Beinasco,
deceduto in povertà e di morte improvvisa nel pieno delle forze
nellestate del 1954, lascia uno stuolo di parenti poveri ai
quali ha trasmesso soltanto la passione sportiva: con la cessione
del campo sportivo in uso al Bacigalupo di Torino inizia un
periodo di transizione, che si protrae fino al 1967. Tuttavia in
tale periodo qualcosa di significativo accade: il 1962 segna latto
di nascita del G.S. Beinasco, completato dalla fusione, il 15
settembre 1967, con il River Beinasco (a sua volta nato dalla
fusione di tre squadre parrocchiali, lOratorio Beinasco, il
Veritas di Torino ed il River Plate di San Gioacchino). Nellautunno
del 1967 la Gazzetta del Popolo scrive: «È una società fatta
di giovani. Assomiglia ad una comitiva in gita scolastica di fine
corso allorché studio e votazione finale lasciano il posto ad
una gioia senza limiti. Qui a Beinasco le cose stanno allincirca
nello stesso modo. Tutti i dirigenti sono giovani e giovanissimi.
Con il Dottor Enzo Taborelli, medico condotto, Vittorio Ronco,
ventitré anni, vicepresidente; Luigi Brunetto, allenatore dei
dilettanti di seconda categoria, trentanni; Enzo Bitossi,
addetto alla squadra juniores, ventiquattro anni [...]. Insomma
una prorompente ventata di gioventù che si compiace di operare
nellambito dello sport alla ricerca di quei valori e di
quelle soddisfazioni che la società moderna tante volte ha
palesemente dimostrato di ignorare». La novità più
interessante è listituzione del Nucleo Addestramento
Giovani Calciatori: raccoglie i bambini, compresi nelletà
di dodici anni, desiderosi di imparare a giocare a calcio. Dalla
fine degli anni Sessanta, Vittorio Ronco diviene il Presidente
del G.S. Beinasco - tuttora in carica - diventando il dirigente-organizzatore-socio
della società: è il deus ex machina. Dieci mesi allanno
è impegnato per il bene dei colori sociali; usa il telefono
cinque volte più degli altri comuni mortali; mette a
disposizione lauto personale per le trasferte e pone
generosamente mano al portafoglio nelle occasioni più disparate.
Inutile dire che non perde un solo allenamento dei suoi ragazzi.
Il G.S. Beinasco si insedia stabilmente nel campionato di Prima
Categoria intanto, a giudizio degli "addetti ai lavori"
estranei al club, diventa una delle società più importanti del
calcio giovanile. La nuova dirigenza preferisce privilegiare il
settore giovanile, che darà risultati stupefacenti; i dilettanti
(i calciatori che per raggiunti limiti di età non possono più
competere nelle formazioni giovanili) si ritroveranno, così, a
disputare il torneo di Terza Categoria, il più basso scalino
nella graduatoria dello sport dilettante, dal quale riemergeranno
soltanto dopo la fusione con il Corsica, avvenuta nella primavera
del 1979, che porterà i colori gialloblù fino al campionato di
Promozione. I fiori allocchiello della società sono i
successi a ripetizione delle categorie juniores e allievi: nel
torneo 1972-73 i giovani juniores di Enzo Bitossi riescono a
conquistare il titolo di campione dItalia nella finale
vinta per 1-0 (su calcio di rigore) contro la Libertas
Campidoglio di Roma, campione laziale. Anche nei due anni
successivi gli juniores riescono a primeggiare in Piemonte:
rivincono i titoli regionali; ma il 1976 è lultimo anno di
attività junior, la Federazione infatti abolisce la categoria.
Il G.S. Beinasco, tuttavia, ha già pronta unaltra squadra
che darà soddisfazione ai dirigenti ed ai tifosi: quella degli
allievi regionali (in età compresa tra i 16 e 17 anni), campioni
piemontesi ininterrottamente dal 1977 al 1982. I giovani allievi
sono vicecampioni italiani nel 1978 (sconfitti in finale per 1-0
dalla Pro Calcio Italia di Roma) e nel 1979 (sconfitti in finale
dal Levante C, squadra ligure, dopo i calci di rigore). Il 1°
luglio 1980, a Grassina (FI) - finalmente! - conquistano il
titolo di campioni italiani: 2-0 contro lOrzignano di Pisa
(reti di Pedone e Mazza). Nel 1972, il Corsica Beinasco, prima di
cambiare nome in A.C. Beinasco, organizza il Torneo Giovani
Calciatori, annualmente riproposto fino ai giorni nostri: è la
prima manifestazione giovanile a portare in Piemonte,
contemporaneamente, squadre del calibro di Milan, Inter, Roma,
Lazio, Bologna, e Sampdoria. A tuttoggi lA.C.
Beinasco è lunica squadra piemontese ad aver vinto due
scudetti.-
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